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Paul Valery:

"IL MODO MIGLIORE PER REALIZZARE I PROPRI SOGNI E' SVEGLIARSI"

Pico della Mirandola


Si racconta che Margherita  fosse una donna bellissima, vedova di un farmacista (speziale) e recentemente sposata con un funzionario dell’Agenzia delle Entrate (gabelliere), proprio quello che diceva: “Chi siete? Cosa portate? Si ma quanti siete? Un fiorino”.

Il Conte aveva alzato la testa dai suoi testi ermetici e cabalistici ed aveva perso la testa per Margherita,  un amore di testa certo, ma anche di basso ventre. Lei forse avrebbe voluto, ma non posso, sai come sono le donne e le madonne non sono certo da meno.

Il Conte escogitò un piano. Assoldò una ventina di mercenari in quel momento disponibili e non insensibili al fascino delle borse ben fornite e li fece appostare in insidioso agguato all’uscita della chiesa.

Margherita pia andava alla funzione di mezzogiorno, accompagnata da una fantesca ed un servitore, probabilmente un basista prezzolato del Conte.

Il rapimento fu veramente spettacolare, stile western, con urla terrificanti, cavalli lanciati al galoppo, nuvole di polvere e volteggiar di sciabole. Si dice che Margherita fosse saltata da sola sul destriero del Conte, ben felice di essere finalmente liberata dalla sua uggiosa e mediocre vita coniugale col soporifero finanziere.

Il servo traditore fuggì con la sua ricompensa e nessuno ne seppe più nulla, mentre la domestica per lo spavento cominciò a strillare come un’aquila  attirando l’attenzione di tutta la città. Arrivò il gabelliere incazzatissimo che subito  si recò dallo sceriffo (capitano) per denunciare il rapimento, lo scandalo e tutto il resto. Fu organizzata all’istante una truppa di duecento uomini fra soldati, cafoni e sfaccendati e tutti si lanciarono tosto all’inseguimento del Conte e dei suoi scherani. Li raggiunsero vicino al confine e, dopo una breve scaramuccia che lasciò sul terreno diciotto uomini del Conte, Margherita fu liberata e riportata in città dalla sbirraglia col marito becco fermamente convinto dell’innocenza della sua madonna.

Il Conte salvò la pelle, riparando in una vicina rocca amica, ma non il suo buon nome di serio e rigoroso intellettuale, come scrisse un notaio dell’epoca: “E’ cascato piu’ di riputazione et expectazione costui che non fè Lucifero”.

A parte la mia innata simpatia per “Colui che porta la Luce”, ho sempre ammirato il grande Giovanni Pico della Mirandola Conte di Mirandola e Concordia e spesso mi dolgo di non aver mai visitato il suo museo ed il suo castello nella bella citta’ avita. Purtroppo il sisma del 2012 li ha resi a tutt’oggi entrambi inagibili.

L’episodio del rapimento poi me lo ha reso anche simpatico. Il massimo filosofo ed umanista del Rinascimento, colui che intendeva unificare Cabala, Ermete Trismegisto, Platone e Cristianesimo, fra i pochi del suo tempo a conoscere la lingua araba, la lingua ebraica e  l’aramaico (con la sua memoria prodigiosa), precipitato all’improvviso in un romanzo di cappa e spada, in un feuilleton sentimental avventuroso alla Alexandre Dumas. Il rapimento di Margherita ci rende sicuramente quel genio inarrivabile del cosmo piu’ umano e terrestre.

Ecco svelata la magia di  “Maritare il Mondo”. Come dice nella sua celeberrima  Oratio de Hominis Dignitate: “Come il contadino marita gli olmi alle viti, così il mago la terra al cielo, ossia gli enti inferiori alle qualità e alle virtù di quelli superiori”.

Alla fine si scopre che il  Conte Giovanni Pico volle anche “maritare” la bella Margherita…

Savonarola, che non faceva sconti a nessuno, ne fece l’elogio funebre, aggiungendo di aver avuto la rivelazione che la sua anima fosse  in Purgatorio. Bene dico io: clima temperato, compagnia accettabile (anche se un po' birichina), cibo casereccio… il Paradiso può attendere.